Teatro Prati

  • “Il tempio della tradizione napoletana a Roma”★★★★★Sipario.it
  • “Un elegante teatro di poltronissime”★★★★★Il Messaggero
  • “Teatro neorealista”★★★★★Corriere della Sera
  • “Fabio Gravina e il suo Teatro Prati sono una colonna del teatro partenopeo a Roma”★★★★★Il Tempo
  • “Luogo di cultura e libertà contro l’abbattimento culturale”★★★★★Secolo d’Italia
  • “Un piccolo teatro curato come una bomboniera, un vero miracolo”★★★★★Panorama
  • “Un’opera culturale meritoria, un gioiello di teatro, elegante, accogliente”★★★★★Corriere dello Spettacolo
  • “Un trionfo dell’artigianato teatrale”★★★★★Teatro e Critica
  • “Un teatro di poltronissime”★★★★★Il Giornale
  • “Fabio Gravina è autore arguto e sensibile”★★★★★S. Biancheri, Gremese
  • “Il tempio del teatro napoletano”★★★★★TurismoRoma
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'O Tuono 'e Marzo

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FONTEvignaclarablog.it

Al Teatro Prati scoppia "o tuono 'e marzo"

A Prati si corre tutto il giorno: uffici, tribunali, motorini che sfrecciano, tavolini sempre pieni. Poi, la sera, succede una cosa rara: il quartiere rallenta e si prende il tempo di ascoltare una storia.

È lì che il Teatro Prati diventa una piccola isola di teatro vero, capace di accendere la curiosità e rimettere in circolo il piacere della commedia fatta bene. E quando arriva un “tuono” buono, quello che fa ridere sul serio, vale la pena fermarsi.

Dal 23 gennaio all’1 marzo 2026 va in scena “‘O tuono ‘e marzo” di Vincenzo Scarpetta, in un nuovo adattamento firmato e interpretato da Fabio Gravina, direttore artistico del teatro. Una commedia corale, brillante, costruita come un meccanismo a orologeria: equivoci che si incastrano, battute che volano, personaggi che si rincorrono tra porte che si aprono e verità che faticano a restare nascoste.

Non è un titolo qualunque: questo testo ha fatto la storia, portato al grande pubblico anche da Eduardo De Filippo, insieme a Paolo Stoppa e Rina Morelli. Una tradizione che oggi rivive in una messa in scena curata nei dettagli, con una scenografia curata con pezzi selezionati e costumi fedeli all’epoca. Altro che effetti speciali: qui la magia la fa il teatro.

La produzione, firmata Arte del Teatro, schiera un cast d’eccezione: Corrado Taranto, Eduardo Ricciardelli, Alida Tarallo, Pierre Bresolin, Sara Scotto Di Luzio, Luca Cardillo, Michele Sibilio, Sara Guardascione, Alessandro Casola. Un ensemble affiatato che spinge il ritmo e moltiplica le occasioni di risata.

Al centro della storia c’è la famiglia, con tutte le sue fragilità, i segreti, le omissioni e quelle verità che prima o poi bussano alla porta. Sofia confessa al fratello Don Saverio un episodio drammatico del passato: una notte di tempesta, il buio, una porta sbagliata in albergo, uno sconosciuto e un tuono capace di cambiare una vita. Da quell’episodio nasce Don Felice Sciosciammocca, figlio segreto di Sofia, oggi fidanzato proprio con Marietta, la figlia di Don Saverio. Già così basterebbe a scatenare il caos.

Ma la commedia non si accontenta: entrano in scena un domestico infido, un investigatore privato, un inatteso ritorno dall’America e una catena di equivoci che accelera fino a un finale da manuale, dove tutto si chiarisce – più o meno – tra risate, sorprese e qualche salutare scossone emotivo.

Una Napoli teatrale che incontra una Roma curiosa e viva, in uno spettacolo che dimostra come i grandi classici, quando sono messi bene in scena, non invecchiano mai. Anzi: ringiovaniscono il pubblico.

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