Teatro Prati

  • “Il tempio della tradizione napoletana a Roma”★★★★★Sipario.it
  • “Un elegante teatro di poltronissime”★★★★★Il Messaggero
  • “Teatro neorealista”★★★★★Corriere della Sera
  • “Fabio Gravina e il suo Teatro Prati sono una colonna del teatro partenopeo a Roma”★★★★★Il Tempo
  • “Luogo di cultura e libertà contro l’abbattimento culturale”★★★★★Secolo d’Italia
  • “Un piccolo teatro curato come una bomboniera, un vero miracolo”★★★★★Panorama
  • “Un’opera culturale meritoria, un gioiello di teatro, elegante, accogliente”★★★★★Corriere dello Spettacolo
  • “Un trionfo dell’artigianato teatrale”★★★★★Teatro e Critica
  • “Un teatro di poltronissime”★★★★★Il Giornale
  • “Fabio Gravina è autore arguto e sensibile”★★★★★S. Biancheri, Gremese
  • “Il tempio del teatro napoletano”★★★★★TurismoRoma
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RASSEGNA STAMPA

'O SCARFALIETTO di Eduardo Scarpetta, regia di Fabio Gravina, scene e costumi Francesco De Summa

DATA
FONTEaccreditati.it

con Fabio Gravina, Sara Religioso, Antonio Lubrano, Maria Liuzzi, Giuseppe Vitolo, Alessandro Casola, Claudia Spedaliere, Michele Sibilio, Patrizia Santamaria, Raffaele Balzano, Carmine Iannone, Gianni Quinto Di : Daniele Poto 20 Ott 2023

(Teatro Prati – Roma, 13 ottobre/26 novembre)

Forse nella stagione teatrale romana non c’è spettacolo di più lunga programmazione di questo. Perché i ritmi di Scarpetta sono aggressivi ed accattivanti e i dodici attori in combinato disposto di farsa assistono meravigliosamente un plot di oltre due ore senza pause e cadute, a parte un frettoloso quanto indispensabile finale consolatorio.

Si sa che da Scarpetta discendono a pioggia i De Filippo (forse più Peppino che Eduardo). Dunque un succo seminale di teatro fatto di guitti, di ammiccamenti, di facilitazioni comiche coraggiose e vigorose. Il Teatro Prati è l’indispensabile presidio di questa comicità, con cultore principale Fabio Gravina che da 25 anni si è specializzato in questa propagazione di testi poco rappresentati e che non hanno niente da invidiare ai ritmi forsennati di Feydeau o Labiche. Un teatro senza lambiccamenti intellettuali di pura intelligente pancia. Gli attori non risparmiano il meglio del proprio impegno con un buon mix uomini/donne e un paio di interpreti che irriconoscibilmente si sdoppiano. Il tema della separazione è alla base del racconto e, incredibile dictu, è uno scaldaletto il tema del contendere. I due coniugi fondano due partiti virtuali e nel terzo tempo, quello della resa dei conti, si ritroveranno in tribunale per lo scioglimento del vincolo salvo ritrovarsi affiattati e ritrovati in un comune denominatore. Galeotto fu il cameriere, bonario ma in fondo perfido. Si ride tanto e con grande soddisfazione. Felice Sciosciammocca è un must e la riattualizzazione è d’obbligo considerando che l’originale è stato scritto nel 1881 ed anche il concetto di famiglia è stata stravolto da allora. Scenografie di pregio e tutt’altro che all’insegna del risparmio.

data di pubblicazione:20/10/2023

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